Fotografare l’Amore Eterno


Sergio Tressino è un fotografo di matrimoni professionista ed ha concesso ai nostri lettori questa breve intervista, nella quale ci parlerà del suo mestiere e delle esigenze dei suoi clienti. Sergio non mancherà di fornire anche qualche consiglio riservato ai giovani professionisti che vogliano avvicinarsi al mondo della fotografia.

Quali sono le richieste più comuni dei clienti nell’ambito della tua professione?
“Non siamo fotogenici e, quando ci fotografano i nostri amici, veniamo sempre con gli occhi chiusi!” A parte gli scherzi, quasi tutti gli sposi temono che il professionista possa fare gli stessi errori dei loro amici. Credo sia molto evidente che il modo di fotografare di un professionista è molto diverso, come pure i suoi risultati. Un’altra richiesta molto in voga riguarda il genere fotografico. Fondamentalmente tutti gli sposi si raccomandano un servizio in “stile reportage”, senza ben aver chiaro che cosa sia. Ritengo sia relativamente semplice fare fotografie in “stile reportage” durante i preparativi e la cerimonia. Tuttavia, è quasi impossibile ottenere un vero reportage nella location scelta per le foto successive (al parco, al castello, in riva al lago e così via) perché, in questo frangente, gli sposi non sono impegnati in azioni che “devono” compiere. A questo punto è importante che il fotografo sia in grado di mettere la coppia completamente a suo agio, suggerendo pose che appaiano naturali e non forzate. Non si tratta chiaramente di un vero reportage, ma deve sembrare tale nel risultato.

Qual è la richiesta più strana che tu abbia mai ricevuto ad un matrimonio?
Mi è capitato che un imbarazzatissimo sposo non volesse in alcun modo “vedermi”, fortunatamente non perché ce l'avesse con me, ma proprio perché si sentiva fortemente a disagio davanti alla fotocamera. Dunque, ha preteso che scattassi le foto senza che lui avvertisse la mia presenza. Devo ammettere che non è stato per niente difficile assecondarlo, dato che normalmente non lavoro così. Ricordo di aver ottenuto alcuni tra i miei migliori scatti di sempre ed il servizio ha completamente soddisfatto gli sposi. Da allora siamo addirittura diventati buoni amici.

Che cosa consiglieresti di fare ad un giovane fotografo che si appresta a fotografare un matrimonio?
Normalmente il fotografo inesperto si lascia travolgere dai problemi tecnici e dimentica di prestare la dovuta attenzione ai rapporti umani. Fotografare un matrimonio non è come ritrarre still life o panorami. La cosa più importante sono gli sposi, l'attrezzatura viene dopo. Per questo motivo, direi che un buon consiglio potrebbe essere quello di controllare a fondo l'attrezzatura prima di partire per il servizio, per poi “dimenticarsene” e dedicarsi completamente agli sposi, instaurando con loro un ottimo feeling ed alleggerendo eventuali momenti di tensione che possono accadere in caso di contrattempi.

Un altro errore piuttosto comune è quello di parlare di tecnica fotografica agli sposi, specialmente durante il matrimonio. A parte qualche raro caso in cui lo sposo o la sposa siano fotoamatori, normalmente la coppia assume il fotografo proprio per non dover pensare alla fotografia. Solitamente non sono affatto interessati a come il fotografo possa ottenere le foto che a loro piacciono tanto: le vogliono avere e basta. Tra l’altro, un giovane fotografo non deve mai sentirsi protagonista e far partecipi anche gli sposi delle sue “performance”. Credo che non ci possa esserci niente di peggio. Sarebbe un po’ come come immaginarsi il cuoco del ristorante che voglia incontrare gli sposi per spiegare come sia riuscito ad ottenere quel morbido soufflé. Ridicolo, vero?

I preziosi consigli forniti da Sergio Tressino possono essere considerati degli ottimi spunti per tutti gli aspiranti fotografi professionisti. Come dimostrato dalle sue parole, infatti, la tecnica fotografica non è di per sé sufficiente, poiché è necessario prima di tutto coltivare le relazioni umane e sviluppare un elevato grado di sensibilità per realizzare scatti apprezzabili.