Per il trattamento delle rughe la novità si chiama lipofilling.

La chirurgia plastica ed estetica sta attraversando una delicata fase, nella quale gli interventi più “traumatici” ed invasivi stanno subendo un parziale rallentamento nel numero delle richieste.
Sono dati che emergono dagli studi statistici condotti da enti ed associazioni del settore, tra i quali l’AICPE (Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica) che evidenziano una inarrestabile ascesa di trattamenti e tecniche in cui sia presente una maggiore componente di naturalezza. In molti infatti iniziano a dubitare dei cosiddetti filler iniettabili, non solo perché si tratta di trattamenti che richiedono una periodica “revisione” ma anche per le perplessità che alcuni medici hanno sollevato in relazione alla loro genuinità per l’organismo.

Una di queste tecniche si chiama lipofilling, e si rivela ideale per la correzione di molti inestetismi a partire dal trattamento delle rughe, ma moltissime altre sono le zone del corpo e le applicazioni che è possibile effettuare in maniera efficace e duratura.

La prima caratteristica che ne vogliamo sottolineare è la naturalezza: non sfrutta sostanze sintetiche, non introduce nell’organismo nulla che quest’ultimo non possa riconoscere come proprio, perché è basata sul cosiddetto grasso autologo, ovvero tessuto adiposo prelevato da altre zone del corpo quali glutei, fianchi, addome, ovunque ce ne sia in eccesso. Il prelievo viene effettuato attraverso delle speciali apposite cannule, dei veri e propri “unicum” nel panorama dello strumentario per chirurgia plastica, tramite le quali si riesce a non danneggiare o deturpare minimamente la delicata “materia prima” necessaria all’intervento, ossia il grasso.
Tale grasso viene in seguito sottoposto ad un processo di rielaborazione e di purificazione per essere poi iniettato dove più necessario.

Questo innesto garantisce il riempimento dei tessuti vitali con un evidente miglioramento del tono e dell’elasticità della cute, ed il tutto è ottenuto con cellule adipose vitali che il corpo accetta e riconosce come proprie perché provenienti da altre sue zone e sulle quali avvia il processo di angiogenesi.
Escluso ogni rigetto, esclusa la possibilità di incapsulamento: ogni parte del corpo può essere trattata con il lipofilling, ricostruendo ciò che il tempo ha modificato e donando un ringiovanimento anche di 10 anni.

Questa innovativa tecnica ha grandi estimatori tra i chirurghi plastici negli Stati Uniti, i quali chiamano questo grasso autologo “oro liquido” probabilmente anche per via dell’elevatissima concentrazione al suo interno di cellule staminali che potenzialmente permettono qualsiasi tipo di risultato.
L’ulteriore vantaggio di questo tipo di intervento è dato dalla sua micro invasività, perché tutto il procedimento non si avvicina minimamente a quanto i tradizionali rimedi necessitano in fatto di traumaticità: gli strumenti di aspirazione ed innesto sono molto sottili, l’anestesia è locale ed il decorso è sempre stimato in pochissimi giorni, con la possibilità di ritornare subito alle proprie attività.

Una nuova frontiera della chirurgia estetica è stata valicata anche in Italia, dove crescono annualmente le richieste di questo tipo di intervento!